La mediazione civile e commerciale: il ruolo della consulenza tecnica nelle successioni ereditarie.
La mediazione civile e commerciale rappresenta un metodo alternativo di risoluzione delle controversie che consente alle parti di raggiungere un accordo senza ricorrere al giudice, risparmiando cosi tempo e costi.
Disciplinata dalla normativa contenuta nel D.Lgs. 28/2010, la mediazione è condizione di procedibilità obbligatoria in diverse materie e offre al suo interno la possibilità di accedere a strumenti come la consulenza tecnica in mediazione (CTM), utile per risolvere questioni tecniche, come la verifica della autografia di firme o testamenti . Questo tipo di consulenza, che deve essere svolta da un professionista che, come il Dott. Massimo Baraldi, sia iscritto all’albo dei CTU presso il tribunale, non è limitato a una singola materia, ma può essere utilizzato in molteplici ambiti, ampliando così le possibilità di risolvere controversie in mediazione.
La normativa di riferimento e le materie di mediazione obbligatoria
Il D.Lgs. 28/2010 disciplina il procedimento di mediazione, definendo le modalità di svolgimento e individuando le materie in cui la mediazione è obbligatoria come condizione di procedibilità.
L’art. 5 del D.Lgs. 28/2010 elenca le controversie per le quali è necessario tentare la mediazione prima di poter agire in giudizio. Tra queste troviamo:
- Condominio
- Diritti reali
- Divisioni
- Successioni ereditarie
- Patti di famiglia
- Locazioni
- Comodato
- Affitto di aziende
- Risarcimento del danno da responsabilità medica e sanitaria
- Risarcimento del danno derivante da diffamazione a mezzo stampa
- Contratti assicurativi, bancari e finanziari
In queste materie, le parti devono obbligatoriamente partecipare a un incontro di mediazione preliminare, pena l’improcedibilità della domanda giudiziale.
Il ruolo della consulenza tecnica in mediazione (CTM)
La consulenza tecnica in mediazione è uno strumento utile che può essere richiesto quando la controversia richiede competenze tecniche specifiche per essere risolta. Un esempio classico è la verifica di testamenti o firme, particolarmente rilevante in materia di successioni, ma non esclusiva di quest’ambito.
In mediazione, infatti, può sorgere la necessità di accertare la l’autografia di uno scritto o di una firma in diverse tipologie di controversie. La verifica tecnica può essere essenziale per stabilire la validità di un contratto, di un testamento, di un documento bancario o assicurativo, o anche di atti di divisione patrimoniale, locazioni, e patti di famiglia.
Quando le parti non trovano un accordo sulla validità di una firma o autografia di un testamento olografo, la consulenza tecnica si rivela cruciale. La consulenza deve essere condotta da un grafologo forense, distrutto all’albo dei CTU presso il Tribunale , scelto in accordo tra le parti, che attraverso una perizia grafotecnica stabilisca se la firma o il testamento siano autentici o se vi siano segni di falsificazione.
Consulenza tecnica e verifiche di firme nelle successioni ereditarie
Una delle materie in cui la perizia grafica è particolarmente frequente è quella delle successioni ereditarie, dove può sorgere il dubbio sull’autenticità di un testamento olografo. Quando una delle parti contesta la validità del testamento, le parti possono concordare di richiedere una consulenza tecnica di mediazione per esaminare il documento e verificare la genuinità della scrittura , della data e della firma del testatore.
In questo contesto, il grafologo forense svolge un’analisi tecnica comparativa della firma e della grafia contestata con le scritture autografe certe del testatore, valutando elementi come la pressione esercitata sulla carta, la fluidità del tratto, e l’inclinazione delle lettere. Le scritture comparative possono includere lettere personali, firme su documenti ufficiali, o qualsiasi altro documento autografo che le parti concordano di sottoporre all’analisi.
Verifica delle firme anche in altre materie di mediazione
Oltre alle successioni ereditarie, la verifica delle firme può essere richiesta in una vasta gamma di controversie. In materia di diritti reali, ad esempio, può essere necessario accertare la validità di un contratto di compravendita immobiliare, o di una servitù. In caso di contestazioni sulla firma del venditore o dell’acquirente, la consulenza tecnica di mediazione può aiutare a risolvere la questione prima di proseguire con una causa.
Analogamente, nelle controversie bancarie e finanziarie, le parti possono richiedere una perizia tecnica per verificare la firma apposta su contratti di apertura di credito, fideiussioni o altri strumenti finanziari. Quando una delle parti contesta la sottoscrizione di un documento bancario, il grafologo forense esamina il documento e le firme, stabilendo se la firma contestata appartiene effettivamente alla persona indicata come sottoscrittore.
Anche nel campo delle locazioni e dei contratti di affitto di aziende, possono sorgere contestazioni sulla validità delle firme apposte sui contratti. Qui, la verifica della genuinità della firma può risultare fondamentale per determinare la validità dell’intero contratto.
Il processo di nomina del consulente tecnico di mediazione
Il consulente tecnico in mediazione (CTM) viene scelto di comune accordo tra le parti e deve essere un professionista iscritto all’albo dei CTU presso il tribunale. Questa scelta condivisa garantisce la massima imparzialità e accettazione del lavoro del consulente da parte di entrambe le parti cosi come garantisce l’accettazione del lavoro del consulente da parte del Giudice nel caso le parti si siano accordate sulla producibilità dell’elaborato peritale nella eventuale futura causa di merito.
Una volta scelto il consulente, le parti concordano il quesito che dovrà essere sottoposto alla sua valutazione. Il quesito può riguardare l’autenticità di una firma, di uno scritto, o altre questioni tecniche rilevanti per la controversia.
Le parti forniscono quindi al consulente i campioni di scritture comparative, ossia altri documenti autografi della persona la cui firma è contestata, che vengono utilizzati per il confronto tecnico. Questi campioni sono essenziali per permettere al consulente di valutare se vi siano effettive corrispondenze o differenze tra la firma contestata e quelle autografe certe.
Confidenzialità della relazione peritale
Un importante aspetto della consulenza tecnica di mediazione è il carattere confidenziale della relazione peritale. La relazione redatta dal CTM può rimanere secretata, cioè riservata esclusivamente alle parti, e non può essere automaticamente prodotta in giudizio. Questo garantisce che la consulenza possa essere utilizzata come strumento di confronto tra le parti in fase di mediazione, senza pregiudicare la successiva fase processuale.
Tuttavia, se le parti lo desiderano e raggiungono un accordo, possono preventivamente accordarsi che la relazione tecnica venga prodotta in giudizio, nel caso in cui la mediazione non porti a un accordo e si proceda al contenzioso. In questo modo, la relazione del consulente tecnico può essere utilizzata come base probatoria, evitando la necessità di ulteriori perizie durante il processo giudiziario.
Vantaggi della consulenza tecnica in mediazione
La consulenza tecnica di mediazione offre una serie di vantaggi, che la rendono uno strumento particolarmente efficace per risolvere controversie legate alla validità di firme e scritture:
- Tempi ridotti: la consulenza tecnica in mediazione è generalmente più rapida rispetto a una perizia disposta in sede giudiziaria. Questo consente alle parti di ottenere una valutazione tecnica in tempi brevi, facilitando il raggiungimento di un accordo.
- Risparmio di costi: la consulenza tecnica in mediazione comporta costi inferiori rispetto a quelli di un lungo processo giudiziario, poiché riduce la necessità di perizie successive e di procedimenti prolungati.
- Controllo e personalizzazione: le parti possono concordare la scelta del consulente tecnico di mediazione e il quesito tecnico da sottoporgli, rendendo la procedura più flessibile e personalizzata rispetto a una consulenza tecnica d’ufficio decisa dal giudice.
- Confidenzialità: il carattere riservato della consulenza garantisce alle parti la possibilità di discutere liberamente i risultati della perizia senza che questi vengano automaticamente utilizzati contro di loro in sede di giudizio.
- Facilitazione dell’accordo: la consulenza tecnica può chiarire questioni tecniche che altrimenti potrebbero costituire ostacoli insormontabili alla negoziazione. Un parere tecnico imparziale consente alle parti di valutare in modo obiettivo la situazione e di trovare un accordo equo.
Conclusioni
La mediazione civile e commerciale offre un’alternativa efficace al contenzioso giudiziario,. La consulenza tecnica in mediazione è particolarmente utile in materie delicate come le successioni ereditarie e le controversie legate alla validità di firme e scritture per le quali le parti in meditazione, così come il mediatore stesso, possono avvalersi in qualità di consulenti tecnici di mediazione, della consulenza e professionalità del Dott. Massimo Baraldi cosi come della sua struttura di Grafologi Forensi.